Piazza del Popolo contro Bush
Guerra preventiva, riarmo nucleare, devastazione ambientale, violenza e razzismo, immiserimento del pianeta: una mistura infernale è stata sparsa sul pianeta. Chiamiano per questo a tutte le sue responsabilità un mondo politico che non è all’altezza di proporre un’altra strada. Per questo esserci è importante. Parliamo di mondo, dunque anche di casa nostra. Senza tensioni di piazza
Ci saranno tanta musica e molte voci a Piazza del Popolo sabato pomeriggio. Bush, appena tornato dal G8, sarà a Roma. Anche molti organizzatori dell’happening per “fermare tutte le guerre di Bush” saranno appena tornati da Rostock.
Le mobilitazioni anti G8 sono state davvero importanti, anche se come al solito in Italia la gran parte delle attenzioni è andata solo agli scontri fra blocco nero e polizia, purtroppo endemiche da quelle parti. Era tantissimo tempo che la Germania non metteva in campo unitariamente tutto il suo grande schieramento democratico -dalle chiese ai sindacati ai movimenti- in una mobilitazione di massa realizzata in una delle regioni più difficili dell’ex Germania dell’Est.
Emergenza climatica e nuova guerra fredda hanno monopolizzato il dibattito politico del G8: i danni globali prodotti da Bush, dal blocco di potere che incarna e dal credo neoliberista di cui si è fatto messia continuano a inanellarsi uno sull’altro in una lista infinita.
Guerra preventiva, Iraq e Afghanistan, Iran, riarmo nucleare vanno di pari passo con la costruzione dello scontro di civiltà, la devastazione ambientale, vecchio e nuovo colonialismo, l’immiserimento esteso anche alle aree sviluppate del pianeta, la violenza e il razzismo contro i migranti, la crescita del fondamentalismo religioso a tutte le latitudini -inclusa quella cristiana, la sistematica messa in discussione dei diritti civili e delle libertà democratiche: una mistura infernale è stata sparsa sul pianeta in questi anni.
Confidiamo nella forza dell’altra America, degli Stati Uniti democratici che l’anno prossimo possono mettere Bush nelle cantine della storia. Ma nessuno può essere così ingenuo da credere che il neoliberismo si spazzi via semplicemente mandando a casa il suo simbolo peggiore.
C’è bisogno di mettere in campo una alternativa vera e forte. Di un disegno capace di rispondere ai bisogni concreti e materiali della maggioranza della popolazione mondiale, quella che sta ovunque pagando i prezzi sociali, economici, democratici del liberismo globalizzato. Di un progetto capace di spezzare la subalternità culturale che lega tante vittime del sistema ai loro aguzzini, capaci in questi anni di rapinare il mondo intero riuscendo al contempo a esercitare egemonia sugli sconfitti, irretiti e resi silenti dal consumismo, dal securitarismo, dal razzismo.
E, ora, questo è un compito che sta tutto nelle mani della sinistra politica. La società civile organizzata il suo dovere lo sta facendo, ovunque e come può: sette anni di Forum Sociali Mondiali, le grandi vertenze per la pace, per l’acqua, per i beni comuni, per il lavoro dall’America Latina all’Africa. Il vocabolario minimo dell’alternativa è già squadernato.
Sarà ben visibile il 26 gennaio del 2008, quando il Forum Sociale Mondiale per la prima volta non darà vita ad un evento, ma a una Giornata di Azione Globale dove in ogni angolo del mondo tutti coloro che lavorano per un mondo diverso si faranno vedere, mettendo in evidenza i mille temi e le mille forme delle lotte di resistenza e delle pratiche del cambiamento.
Ma la politica dell’alternativa, dove sta? Dove sono le scelte coraggiose, dove è la scelta di campo a favore degli ultimi? Dove è la capacità di ricostruire un blocco di forze per il cambiamento, pensando ai cittadini come la forza ineludibile per mutare le cose?
Piazza del Popolo, sabato, protesterà contro Bush. E chiamerà per questo a tutte le sue responsabilità un mondo politico che non è all’altezza di proporre un’altra strada. Per questo esserci è importante. Parleremo di mondo, dunque anche di casa nostra. Serenamente, con la musica e tanti ospiti italiani e internazionali. Senza tensioni di piazza ma tanta e tanta tensione politica. Dalle quindici alle undici di sera, state con noi.
*Presidenza nazionale ARCI
tratto da aprileonline.info
Raffaella Bolini*, 08 giugno 2007
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