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Bertinotti: “Ipocrita negare che questo governo è malato”

Intervista di “Panorama” al presidente della Camera. Che ribadisce sull’esecutivo: “Di brodini ne ha presi tanti”.
Quanto al “sistema imballato” rilancia l’indicazione del “proporzionale alla tedesca, con maggioranze non subite”

«Negare che il governo sia malato sarebbe ipocrita». Così il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, in un’intervista a Panorama pubblicata nel numero in edicola da oggi torna sul dibattito acceso dalle sue dichiarazioni della settimana passata: quando al Tg1 , dopo la “tregua” ottenuta dal presidente del Consiglio dei ministri Romano Prodi nella querelle tra Clemente Mastella e Antonio Di Pietro, e dopo il conseguente varo per un voto di maggioranza del decreto fiscale al Senato, fece appunto la battuta «si può dire che il governo ha preso un brodo». E aggiunse, per dar conto del perdurare dell’esecutivo nonostante quella constatazione: «Certo, un po’ malaticcio questo governo è». Per poi continuare dicendo che «ci sono persone malate e con il volto emaciato, con un po’ di febbre, che stanno sempre un po’ male eppure durano a lungo…».

Ora, nell’intervista al settimanale del gruppo Mondadori, Bertinotti ribadisce e insieme conferma che a Palazzo Chigi le sue considerazioni avevano suscitato qualche ansia: «Romano Prodi se l’è presa – risponde infatti – , ma il brodino fa sempre bene. Lo si dà agli ammalati per tenerli su». Quindi ricorda: «Del resto, l’esecutivo di brodini quest’anno ne ha presi tanti e in qualche modo si è rialzato».

Insomma, il presidente della Camera indica ancora una volta una doppia realtà, nella quale ciascun dato esiste senza essere negato dall’altro, pur apparentemente contraddittorio: nel governo c’è un “male” – per restare nella metafora medicale – ; e però il governo continua a portare a casa la pelle. Dunque non un’immagine liquidatoria, ma certo una fotografia senza “ritocchi” d’una situazione nella quale il logoramento è quantomeno un rischio oggettivo.

Bertinotti, in verità, nell’intervento al Tg1 era stato interpellato anche sull’ipotesi di un’alternativa al ricorso anticipato alle urne in caso di caduta del governo Prodi, data per imminente dal capo dell’opposizione di centrodestra, Silvio Berlusconi. E aveva risposto rinviando alla competenza unica del presidente della Repubblica in materia di tali decisioni: insieme, aveva valutato la possibilità di un incarico ad un governo «per fare la riforma elettorale», vista l’attuale «molto cattiva», e «le riforme minime necessarie».

Dall’anticipazione di Panorama non risultano novità su questo tema, da parte del presidente della Camera. Che comunque ritorna sulle questioni del modello elettorale e della crisi della rappresentanza: «Il sistema è imballato – spiega – non funziona e enfatizza tutte le patologie di cui è affetta la politica». E ragiona: «E’ evidente che il bicameralismo perfetto non ha più ragione di esistere». La valutazione è senza giri di parole: «Noi dobbiamo decidere oggi per domani, non per il prossimo anno. Invece si presentano leggi e nessuno sa mai se vedranno la luce».

Infine, Bertinotti indica con nettezza la propria opzione politica quanto al sistema elettorale e parlamentare preferibile, che rappresenta l’oggetto di tensione con il centrodestra e le sue articolazioni, vista l’attuale ostruzionismo di Berlusconi al “dialogo” sulla riforma (cui si legano quelle istituzionali all’esame di Montecitorio); ma anche nel centrosinistra stesso, fin nella sinistra. Dapprima il presidente della Camera premette: «Ho grande simpatia per i piccoli partiti, soprattutto per quelli che esercitano un ruolo di testimonianza, come erano i radicali o i repubblicani o il Partito d’Azione». Una simpatia che non gli impedisce di sottolineare subito dopo: «Ma quando questa condizione si trasforma in una rendita marginale non ci siamo». La sintesi è secca: «Il tanto più sei piccolo quanto più sei essenziale non va bene». E dunque? Bertinotti lo dice chiaramente: «Io sono per il proporzionale stile tedesco». Ossia, «con maggioranze scelte e non subite».
A. D’A. L.

(Liberazione, 2 Novembre 2007)

Novembre 3, 2007 - Pubblicato da bibbulo | Bertinotti, La Sinistra, Partito della Sinistra, Prodi, Prodi, Berlusconi, Unione, a sinistra, costituente sinistra, crisi di governo, governo, partito democratico, politica | | 2 Commenti

2 Commenti »

  1. Fausto dice che questo governo è andato avanti a brodini… e sta durando per questo… è malaticcio ma ce la può fare… non ritiene il Fausto, al quale avevo sempre riversato il mio voto prima che diventasse Istituzione Vivente, che un soggetto malato non sia lucido e per questo deve essere curato (rimosso sarebbe più crudele ma salutare)… il compagno Fausto, che ormai ha rimosso, proprio perché Istituzione alcuni suoi principi guida come la coerenza verso il popolo della sua sinistra, ritengo sia anche lui ammalato anche se fa la parte del medico curante… e soffre un po’ di manie di pervicace grandezza soprattutto quando si riferisce ai partiti piccoli… ma lui… e noi… cos’eravamo… se non piccoli… e strategicamente lo siamo ancora rispetto ai grandi problemi, vedi la deriva a destra (anche della sinistra) della società italiana, che questo governo, ammalato, non è in grado, se non con l’aiuto e l’alleanza tacita ma anche palese del Berlusconi Silvio, antiitaliano di privata e provata fede. Occorre un cambiamento profondo del pensare da sinistra. Ciao.
    Ps.: ho notato un veniale errore nella trascrittura del titolo del mio blog Idea teatro invece che Ideateatro (tutto per intero, per la precisione). Grazie, se lo correggi. Buon lavoro!

    Commento di ideateatro | Novembre 4, 2007 | Replica

  2. Fausto: pur con un po’ di tentennamenti, confido in lui.
    Il problema è che la mancanza di carisma (che, non neghiamolo, serve anche a sinistra) degli altri leader ci porta giocoforza a confidare ancora in lui.

    Commento di sonolaico | Novembre 4, 2007 | Replica


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