Mastella vuole pugnalare Prodi!
Mastella:”Una federazione dei centristi che accolga al proprio interno ex democristiani di entrambe le coalizioni ma che continui a sostenere il governo e che si presenti alla prossime elezioni europee del 2009″. Pensa un pò, sembrava che il Governo s’era rimesso in careggiata e c’è già chi pensa a fargli le scarpe alla prossime Europee.
Sono le linee tracciate dal ministro Clemente Mastella che a Montecitorio ha ‘battezzato’, insieme a Giuseppe Pizza, Angelo Sandri e Publio Fiori, un nuovo movimento che ‘vuole aprire un tavolo di consultazione permanente fra tutti i democristiani’, a prescindere dalla loro collocazione. Da qui l’invito rivolto anche ai centristi Gianfranco Rotondi, Marco Follini e a Pierferdinando Casini a farne parte.
‘Non vogliamo creare difficoltà al governo – rassicura Mastella – anche se – precisa – le alleanze non sono eterne, come dimostra la storia della Dc’.
Alle prossime elezioni europee del 2009 i centristi saranno uniti, promette Mastella, e a chi gli chiede se l’appello è rivolto anche a Follini, Rotondi e Casini replica: ‘L’invito è a chiunque voglia farne parte’ e ’se qualcuno della Margherita vuole venire ben venga’, riferendosi ai teodem cattolici dell’Unione. ‘Anche perché – spiega il ministro della Giustizia che si è detto favorevole a una riforma elettorale in senso proporzionale – il terreno delle elezioni europee è neutro e consente di svincolarsi dai due Poli’.





Questa notizia non mi dispiace troppo. Se alle europee del 2009 si presenta una lista unica di sinistra radicale, il partito democratico che unisce i riformisti e un partito esplicitamente democristiano, almeno ci si conta e si vede quanto pesano effettivamente le tre famiglie ideologiche del centrosinistra attuale. Quindi ora noi di Rifondazione, Sd, Verdi e Comunisti faremmo meglio a pensare a noi e a creare qualcosa di solido, in modo da presentarci al meglio alle europee.
(se poi un po’ di teodem del Pd se ne andassero con Mastella mi farebbe piacere, giusto per dare una spruzzata di laicità al partito di Walter e company)