Sinistri per Caso

ricominciamo da 3…per cento!

Per un ”partito altro”

 Giuliano Ciampolini,   24 settembre 2008, 12:35 tratto da (tratto da aprileonline.info)

 Il nuovo soggetto politico, che ha mosso il primo passo con la riunione dei 50 della Sinistra Plurale, deve approdare alla forma di partito, ”credibile” per quella parte di popolo italiano che si considera ancora di sinistra. Ma è anche necessario che il percorso costituente sia guidato da un ”potere collettivo” che abbia il consenso democratico della maggioranza dei lavoratori e come riferimento una nuova cultura di sinistra

L’importante riunione di circa 50 personalità della Sinistra Plurale (sabato 20 settembre a Roma) ha fatto il primo passo per aprire un ”percorso costituente” finalizzato a costruire un nuovo soggetto politico di Sinistra: condividerne la necessità e le ragioni di fondo e stabilire che si rivolge a tutte le persone di sinistra, che vengono da altre culture e storie diverse, ma che sono pronte a mettersi in discussione per un progetto più ampio finalizzato a ricostruire la Sinistra del XXI secolo. 

Ovviamente, a mio parere, un “percorso costituente” per un nuovo soggetto politico della Sinistra è possibile aprirlo solo a livello nazionale (magari tramite un appello firmato dalle personalità più stimate della Sinistra Plurale che condividono questa necessità): l’importante è che sia aperto in fretta (ne parliamo da troppo tempo e abbiamo già deluso troppe persone) e che ciascuna persona possa partecipare, esprimere le proprie opinioni, il proprio voto, con il criterio “una testa un voto” , sulle finalità ideali, sul Programma, sulle regole democratiche da stabilire nello Statuto, ecc.

A mio parere una “forza politica” di sinistra deve assumere necessariamente la forma di un partito: un partito che (a differenza di molti di quelli attuali) sia democratico, inclusivo, capace di proporre un’etica di servizio e di valorizzazione della partecipazione e dell’intelligenza di ogni persona disponibile, con sedi (possibilmente) in tutti i piccoli Comuni e in tutti i quartieri delle medie e grandi città, che consentano l’adesione e la partecipazione di quella maggioranza di persone di sinistra che non sono più iscritte a nessuno degli attuali partitini, prevalentemente escludenti e che non hanno più nessuna credibilità e utilità per chi vuole difendere i diritti, i beni comuni, la pace e costruire una società più democratica, più giusta, sostenibile, nonviolenta.

I poteri giganteschi di questa società e del mondo attuale non si possono contrastare efficacemente senza una forza politica organizzata: le persone di sinistra che “stanno in basso”, per aderire e per impegnarsi, è proprio di questo che hanno bisogno per iniziare a costruire un nuovo soggetto politico di sinistra che abbia l’ambizione di diventare “credibile” per quella parte di popolo italiano che si considera ancora di sinistra.

Certo, è necessaria anche una nuova cultura di sinistra, all’altezza dei grandi e drammatici problemi dell’epoca contemporanea, ma si può e si deve “costruire” tutti insieme, senza perdere altro tempo nella promozione dell’iniziativa politica che è necessaria per parlare efficacemente ai lavoratori, alle persone, ai giovani che, negli ultimi 20 anni, hanno conosciuto solo sconfitte e non hanno mai conosciuto l’efficacia di una grande forza politica di sinistra, che sia capace di dare risposte collettive ai problemi individuali e di ridare credibilità alla speranza di una società diversa.

“Dobbiamo far sì che la nostra passione per la pace diventi potere politico, capacità  e ambizione di incidere e di pesare nelle leggi, sui governi, nelle Istituzioni nazionali e internazionali”, “la politica è dura, è fatta di potere e domanda potere” (Pietro Ingrao).
Sappiamo tutti quanto sono giganteschi i poteri dei potenti: per contrastarli e per affermare scelte diverse è indispensabile anche un “potere collettivo” che non sia subalterno e che si affermi nelle Istituzioni democratiche espressione della Costituzione Repubblicana, per attuarla pienamente, e per riuscirci è necessaria una grande partecipazione e il consenso democratico dei lavoratori e del popolo italiano, ben oltre il 5 o il 10%, possibilmente della maggioranza.

Per questo condivido la necessità di un “PARTITO ALTRO”: come sarà dovrà essere deciso democraticamente da chi parteciperà al “PERCORSO COSTITUENTE”.

Settembre 25, 2008 - Pubblicato da giuseppe genchi | a sinistra | , | Ancora nessun commento.

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