Sinistri per Caso

ricominciamo da 3…per cento!

Federalismo fiscale: mi può dare un aiutino?

Ha iniziato la sua strada la riforma federalista: il Consiglio dei ministri ha varato il ddl, ma i tempi saranno lunghi. Approvato anche lo stanziamento per compensare l’Ici. Maroni, Calderoli e la Lega Nord cantano vittoria a metà: il prezzo è stato alto. Sanare le casse di Catania, Roma e quelle di altri amichetti.

da La Republica ho tratto i dettagli della riforma…

24 mesi di tempo. Il governo s’impegna nei prossimi 24 mesi a definire l’autonomia finanziaria di Comuni, Province, città metropolitane e Regioni come previsto dall’articolo 119 della Costituzione. Per questo il ministro Tremonti parla di riforma “obbligata” relativamente al dettato costituzionale.

Commissione paritetica. Cabina di regia del federalismo fiscale è la Commissione paritetica. L’organismo avrà il compito di riordinare l’ordinamento finanziario di Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni attraverso ricerche e ed elaborazione di dati su finanze e tributi. Un’analisi di come si forma il bilancio dell’ente locale, delle spese, dei costi e delle entrate e di come deve cambiare.

Conferenza permanente. E’ il coordinamento della finanza pubblica per “monitorare eventuali scostamenti dagli obiettivi di finanza pubblica, verificarne attuazione ed efficacia” e “proporre criteri per il corretto utilizzo del fondo perequativo”.
La compensazione. Si chiama Fondo perequativo ed è lo strumento con cui si dovrà aiutare le regioni più povere che hanno anche meno gettito fiscale. Una parte di Irpef, Irap e Iva versata alle Regioni verrà girata in un fondo destinato “ai territori cone minore capacità fiscale per abitante”. Sul Fondo sono già stati elaborati orati proiezioni e simulazioni. La quota della Toscana al Fondo è pari al 6,3% sul totale del Fondo. La quota della Campania, regione più povera, è pari al 23,6 per cento. Il Lazio partecipa con il 4,6%.

Conti a posto e meno tasse. L’attuazione della legge deve essere compatibile con gli impegni finanziari assunti con il Patto europeo di stabilità e crescita. Le risorse che eventulmente dovessero avanzare, serviranno “a ridurre la pressione fiscale dei diversi livelli di governo”. Il governo giura: “Non ci sarà nessuna tassa in più”.

Roma capitale. 500 milioni l’anno di finanziamento per la città. Alemanno esulta, dubbi dal presidente della Regione Marrazzo, che chiede un incontro urgente al governo. A Roma, in quanto capitale della Repubblica, saranno assegnate “specifiche quote aggiuntive di tributi erariali”. Via libera anche “al trasferimento a titolo gratuito del patrimonio dello Stato non più funzionale alle esigenze dell’amministrazione centrale”.

Come si finanziano gli enti locali. Oltre ai tributi propri la riforma prevede “compartecipazione e addizionale a Irpef, ai tributi erariali e regionali” e “l’individuazione di un paniere di tributi propri”. Resta la possibilità di istituire “tasse di scopo” per realizzare opere pubbliche e oneri derivanti da eventi particolari. Non ci potrà essere nessuna nuova Ici e gli amministratori con i conti in rosso non potranno più essere rieletti. Le Province potranno istituire una tassa sugli autoveicoli e per le Regioni è prevista la compartecipazione a tributi erariali e alle accise.
Città metropolitane. Nove grandi città (Milano, Roma, Torino, Bologna, Firenze, Venezia, Genova, Napoli e Bari) avranno una “più ampia autonomia” grazie a una legge statale che assegnerà loro “tributi ed entrate proprie anche diverse da quelle assegnate ai Comuni”.

(3 ottobre 2008)

Ottobre 4, 2008 - Pubblicato da bibbulo | Politica Italiana | , , , | 1 Commento

1 Commento »

  1. La mia proposta di modifica è stata rigettata dalla redazione.Vi spiego perchè e riprendo le firme.

    http://sinistradelfia.blogspot.com/2008/10/la-mia-proposta-di-modifica-stata.html

    Commento di Antonio | Ottobre 4, 2008 | Replica


Lascia un commento