Referendum sindacale: il sì al 70%, La Sinistra si asterrà.
Il sì prevale, e di molto. I sindacati confederali hanno diffuso i primi risultati del referendum sugli accordi del 23 luglio scorso su pensioni e welfare. Dalle aziende già “scrutinate” (115 di diversi settori produttivi, dislocati in differenti aree del paese, per un totale di 96.400 lavoratori attivi) risulta che il sì abbia prevalso con la percentuale dell’ottantadue per cento. Gli aventi diritto erano oltre quindici milioni e la prospettiva di affluenza si aggirava attorno ai cinque milioni. Obiettivo, a quanto pare, ampiamente superato: sono andati alle urne più di sei milioni di lavoratori.
Ora il governo trema. La Sinistra si vuole astenere. Che succederà in Parlamento?
Mussi sul protocollo welfare:”Così com’è non lo voto”
«La parte sul lavoro, così com’è non la voto»: ieri con queste dieci parole sul protocollo del 23 luglio, che attende il giudizio della consultazione sindacale e poi il confronto nel governo e in Parlamento, il ministro e leader di Sinistra democratica Fabio Mussi ha sfatato un mito. Quello che, cioè, pretendeva di raffigurare la dissidenza su quello stesso protocollo come la fisima della parte di una parte: di una porzione sola, anzi isolata, della sinistra, divisa.
Così, come si vede, non è. E non è semplicemente perché così non potrebbe esserci sinistra, plurale quanto si vuole.
Welfare, sindacati soddisfatti:”Buona l’affluenza al referendum”
ROMA – “Spero in un risultato positivo, proprio perche’ la consultazione dei lavoratori è stata definita un fatto importante e io credo sia un fatto importante”. Le parole di Romano Prodi arrivano nel giorno dell’apertura dei trentamila seggi dove si voteranno i sei capitoli del protocollo sul welfare che il governo trasformerà in leggi su pensioni, sussidi di disoccupazione, lavoro precario (il documento sara’ portato venerdi’ 12 in consiglio dei ministri). Alle urne, oltre ai lavoratori a tempo indeterminato e ai pensionati, si potranno recare anche precari e disoccupati, presentando la busta paga o il certificato di iscrizione al collocamento. Il tutto fino a mercoledì alle 14. Continua a leggere…
Aspettando lo scrutinio
Il referendum sul protocollo welfare, che tra l’8 e il 10 ottobre chiamerà a raccolta milioni di lavoratori e pensionati italiani, si avvicina e la discussione politica, anche nella sinistra, non si placa. L’intesa raggiunta in estate tra governo e parti sociali rappresenta il “pomo della discordia” dentro la maggioranza di governo. Intanto il fronte del no si mobilita e lancia il “precarity day”
La delusione degli operai:”NO all’accordo governo-sindacati”
Dire che le tute blu sono contrarie al protocollo di luglio 2007 è quasi un eufemismo. Dire che la contestazione sia stata sonora e travolgente non corrisponde esattamente al vero. L’assemblea alle carrozzerie di Mirafiori che il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, ha tenuto ieri davanti a 1.500 tute blu, alla fine, si è risolta in un confronto civile. I fischi e i mugugni non sono certo mancati. Ma solo per rintuzzare la claque accuratamente preparata dalla Uil. L’orientamento che esce dalla Fiat, è molto netto: l’accordo tra Prodi e Cgil, Cisl e Uil è da cancellare. D’altronde è il risultato di «una vera assemblea sindacale, non del salotto di Porta a Porta», commenta a caldo il segretario della Fiom di Torino Giorgio Airaudo. Continua a leggere…




