Mastella vuole pugnalare Prodi!
Mastella:”Una federazione dei centristi che accolga al proprio interno ex democristiani di entrambe le coalizioni ma che continui a sostenere il governo e che si presenti alla prossime elezioni europee del 2009″. Pensa un pò, sembrava che il Governo s’era rimesso in careggiata e c’è già chi pensa a fargli le scarpe alla prossime Europee. Continua a leggere…
Restare al governo: si o no?
Oramai dentro ogni sinistro si è aperto un dilemma interiore: restare o no in questo governo?
Penso che oramai bisogna resistere fino all’approvazione di una legge elettorale seria. Nel frattempo ci vuole un nuovo impulso per la creazione di una nuova sinistra unita.
Bertinotti: “Ipocrita negare che questo governo è malato”
Intervista di “Panorama” al presidente della Camera. Che ribadisce sull’esecutivo: “Di brodini ne ha presi tanti”.
Quanto al “sistema imballato” rilancia l’indicazione del “proporzionale alla tedesca, con maggioranze non subite”
«Negare che il governo sia malato sarebbe ipocrita». Così il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, in un’intervista a Panorama pubblicata nel numero in edicola da oggi torna sul dibattito acceso dalle sue dichiarazioni della settimana passata: quando al Tg1 , dopo la “tregua” ottenuta dal presidente del Consiglio dei ministri Romano Prodi nella querelle tra Clemente Mastella e Antonio Di Pietro, e dopo il conseguente varo per un voto di maggioranza del decreto fiscale al Senato, fece appunto la battuta «si può dire che il governo ha preso un brodo». Continua a leggere…
Domanda (proibita) alla Sinistra:”Perchè restiamo in questo governo?”
Ieri mattina abbiamo avuto una discussione accesa in riunione di redazione. Ciascuno di noi ha espresso forti dubbi sul rapporto tra sinistra e governo. Questo articolo che adesso scrivo, e che riassume la discussione, è del tutto – come si diceva una volta – “fuori linea”. Contiene una domanda “proibita” che noi rivolgiamo a tutta la Sinistra. La domanda la pongo alla fine dell’articolo. Parto da due notizie. Due notizie di ieri sera. Prima: Lamberto Dini avverte Prodi che non voterà quegli articoli della Finanziaria che prevedono la sanatoria dei precari nella pubblica amministrazione. Cioè voterà contro un provvedimento ottenuto dai senatori del Prc e della sinistra. Seconda notizia: Walter Veltroni convoca una conferenza stampa per dire che le misure repressive decise dal governo martedì sera (con la dissociazione dei ministri di sinistra) non gli sembrano abbastanza severe, anche perché sono disegni di legge e non decreti urgenti, e dunque non tengono conto dell’emergenza criminalità. Continua a leggere…
“Al voto-al voto”. Ma come?
Un sondaggio commissionato da “Repubblica” rivela che il 57% degli intervistati vorrebbero tornare alle urne. Rimane però il problema legato alla legge elettorale, e l’incertezza di vecchie e nuove alleanze tutte da verificare. E se il Pd accarezza l’idea di correre in solitudine, i numeri non sembrano favorirlo nell’operazione. L’impasse del centrodestra, il futuro prossimo della sinistra Continua a leggere…
Referendum sindacale: il sì al 70%, La Sinistra si asterrà.
Il sì prevale, e di molto. I sindacati confederali hanno diffuso i primi risultati del referendum sugli accordi del 23 luglio scorso su pensioni e welfare. Dalle aziende già “scrutinate” (115 di diversi settori produttivi, dislocati in differenti aree del paese, per un totale di 96.400 lavoratori attivi) risulta che il sì abbia prevalso con la percentuale dell’ottantadue per cento. Gli aventi diritto erano oltre quindici milioni e la prospettiva di affluenza si aggirava attorno ai cinque milioni. Obiettivo, a quanto pare, ampiamente superato: sono andati alle urne più di sei milioni di lavoratori.
Ora il governo trema. La Sinistra si vuole astenere. Che succederà in Parlamento?
Mussi sul protocollo welfare:”Così com’è non lo voto”
«La parte sul lavoro, così com’è non la voto»: ieri con queste dieci parole sul protocollo del 23 luglio, che attende il giudizio della consultazione sindacale e poi il confronto nel governo e in Parlamento, il ministro e leader di Sinistra democratica Fabio Mussi ha sfatato un mito. Quello che, cioè, pretendeva di raffigurare la dissidenza su quello stesso protocollo come la fisima della parte di una parte: di una porzione sola, anzi isolata, della sinistra, divisa.
Così, come si vede, non è. E non è semplicemente perché così non potrebbe esserci sinistra, plurale quanto si vuole.
Aspettando lo scrutinio
Il referendum sul protocollo welfare, che tra l’8 e il 10 ottobre chiamerà a raccolta milioni di lavoratori e pensionati italiani, si avvicina e la discussione politica, anche nella sinistra, non si placa. L’intesa raggiunta in estate tra governo e parti sociali rappresenta il “pomo della discordia” dentro la maggioranza di governo. Intanto il fronte del no si mobilita e lancia il “precarity day”
Giordano e i sassolini nella scarpa
La direzione del Prc è l’occasione che il segretario aspettava per rivolgere una serie di puntualizzazioni nei confronti di Romano Prodi e dePolitica gli alleati di governo. “La manifestazione del 20 ottobre – premette – mette in moto un processo: ho la sensazione che la crisi sociale che attraversa il paese, non solo non viene discussa ma viene addirittura negata dall’esecutivo”. Il programma resta la bussola, “se cambia – è l’aut aut del Prc – salta tutto” Continua a leggere…
Dai Verdi al prc: il 20 ottobre in piazza
ROMA - Per il prossimo autunno caldo una data c’è già: quella del 20 ottobre. A fissare il primo appuntamento in piazza della sinistra che dissente dal governo sono stati due quotidiani – il manifesto e Liberazione – gli stessi ai quali era indirizzata in prima battuta quella lettera di Prodi agli elettori dell’ala radicale che poi, invece, è finita sul sito dello stesso premier. Continua a leggere…




